La normativa europea impone trasparenza e uniformità. Ma le etichette intelligenti e una corretta educazione alimentare sono le vere armi per tutelare il consumatore ed eliminare gli sprechi.
Il cibo è una risorsa preziosa e l’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) ha messo in guardia i consumatori: il 10% dello spreco alimentare domestico deriva direttamente dall’errata lettura delle date di scadenza. L’Unione Europea ha affrontato la questione attraverso il Regolamento UE 1169/2011, la normativa di riferimento per l’etichettatura dei prodotti alimentari che garantisce informazioni trasparenti, leggibili e verificabili in tutti gli Stati membri.
Ma come si inserisce l’etichettatura nella lotta globale allo spreco? La strategia si articola su più livelli:
- Chiarezza nei termini: La direttiva comunitaria promuove una netta separazione concettuale tra deperibilità per motivi igienico-sanitari e limiti di conservazione qualitativi.
- Incentivo alle donazioni: Il quadro normativo europeo facilita le donazioni di cibo in eccesso. Supermercati e aziende possono cedere più facilmente le eccedenze alimentari alle banche del cibo e alle associazioni di beneficenza prima che il prodotto perda valore commerciale.
- Innovazione tecnologica: Si sta facendo largo l’uso di “etichette intelligenti” e imballaggi dotati di sensori in grado di cambiare colore in base alle condizioni reali dell’alimento.
L’obiettivo fissato a livello comunitario è dimezzare i rifiuti alimentari entro il 2030, un traguardo raggiungibile solo se a monte ci sarà una maggiore educazione del cittadino nella lettura dell’etichetta, trasformando il consumatore in un attore consapevole dell’economia circolare.
La Commissione europea stima che fino al 10% dei 57 milioni di tonnellate di rifiuti alimentari prodotti annualmente nell’UE sia causato dall’incomprensione delle date in etichetta. Per contrastare lo spreco, la normativa europea distingue nettamente tra “da consumarsi entro” (sicurezza) e “da consumarsi preferibilmente entro” (qualità), promuovendo anche l’uso della dicitura “spesso buono oltre”.
Fonte: https://www.unionalimentari.com/notizie/spesso-buono-oltre-verso-una-nuova-dicitura-in-etichetta/