Il Parlamento Europeo ha approvato in via definitiva la riforma che impone il taglio drastico dei rifiuti organici. Sotto la lente non c’è solo il comportamento dei cittadini, ma l’intera catena di trasformazione industriale.
L’epoca dei semplici consigli di buon senso è tramontata. L’Unione Europea ha trasformato le linee guida morali in obblighi di legge, formalizzando la revisione della Direttiva Quadro sui Rifiuti. La normativa traccia una linea netta per tutti i Ventisette Stati membri, stabilendo obiettivi di riduzione drastici e vincolanti da raggiungere entro il 31 dicembre 2030.
I parametri imposti dalla svolta di Bruxelles costringeranno i governi nazionali a ridisegnare le filiere commerciali secondo due binari precisi:
- -10% nelle industrie agroalimentari: La quota di spreco generata durante le fasi di produzione industriale e lavorazione delle materie prime dovrà calare del dieci per cento rispetto ai livelli di riferimento.
- -30% nel consumo e nella vendita: I rifiuti alimentari generati pro capite nei nuclei domestici, nei ristoranti, nelle mense e nei negozi al dettaglio dovranno subire un taglio netto di quasi un terzo.
Il nuovo testo legislativo obbliga inoltre gli Stati membri ad agevolare giuridicamente la donazione di alimenti invenduti, eliminando quegli ostacoli burocratici che per anni hanno spinto le catene della grande distribuzione a preferire lo smaltimento in discarica rispetto alla cessione a fini di solidarietà sociale. Il messaggio dell’Europa è chiaro: il cibo rimasto sugli scaffali, ma ancora idoneo al consumo umano, ha il diritto legale di essere salvato.
Fonti: Lapam Confartigianato Imprese; Ecocamere